Votazione

Votazione del 25 settembre 2005 (libera circolazione della personne)

Crescita economica
al prezzo dello smantellamento sociale?

No all'emigrazione forzata
per aumentare i guadagni
dei complessi economici multinazionali!

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Votazione del 5 di giugno 2005 (Schengen/Dublino )

LIBERTÀ DEMOCRATICA E CONDIZIONI DI VITA DIGNITOSE PER TUTTI

invece di

POVERTÀ PER MOLTI E PROFITTO PER POCHI

Pace, libertà e forme economiche giuste sono basilari per uno sviluppo sano della società. Ciò però è possibile solo in un territorio di dimensioni limitate, dove tutti gli abitanti si impegnano con il loro contributo ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana. In un tale ambiente il lavoro assicura nel modo migliore l’esistenza del singolo, contribuendo nello stesso tempo al bene pubblico. Anche le generazioni future devono imparare ad assumersi responsabilità, ad essere solidali e sociali. Per queste ragioni nei paesi liberi si sono sviluppati in modo naturale dei sistemi federativi che devono essere salvaguardati.

Perciò:

NO all’estensione ad Est della libera circolazione delle persone

NO agli accordi di Schengen e Dublino

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Votazione del 5 di giugno 2005 (Schengen/Dublino )

Estensione ad Est della libera circolazione e adesione a Schengen/Dublino
Importanza e pericoli per le PMI e l'industria

Fatti sull'estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi membri dell'UE Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Lituania, Lettonia, Cipro, Malta.

Fatti sull'adesione a Schengen/Dublino

  • La Svizzera aderirebbe allo spazio di Schengen e abolirebbe i controlli alla propria frontiera. I controlli delle merci resterebbero, poiché non facciamo ancora parte dell'Unione doganale che, assieme all'adattamento dell'imposta sul valore aggiunto farebbe indubbiamente parte di una prossima tappa, della quale per ora ancora non si vuol parlare. La sicurezza interna del paese si otterrebbe tramite controlli mobili e con altri provvedimenti ancora da sviluppare - controlli di persone per così dire permanenti e ovunque. La frontiera dello spazio di Schengen sorvegliata da teams internazionali confina con la Russia, la Bielorussia, gli Stati balcanici e l'Ucraina.
  • La Svizzera ha già oggi un accesso sufficiente al sistema d'informazione di Schengen (SIS). Con l'adesione dovrebbe partecipare all'ampliamento del SIS e alla sua trasformazione in un sistema europeo di sorveglianza. Dal punto di vista della sicurezza dei dati questa partecipazione va considerata molto pericolosa. Il SIS viene propagato come sostituto al controllo di frontiera.
  • La Svizzera riconoscerebbe i visti rilasciati dall'UE. Ai turisti con obbligo di visto provenienti da Cina, India, Russia, ecc. non servirebbe un secondo visto per recarsi nel nostro paese, poiché la Svizzera non sarebbe più confine esterno dello spazio di Schengen. Nell'ambito della polizia e della giustizia ci sarebbe un'ampia collaborazione e si assumerebbe in gran parte diritto dell'UE. Sarebbe permesso l'inseguimento e l'osservazione di persone fino oltre la frontiera.
  • Nei prossimi anni il contratto di Schengen verrà ampliato. La Svizzera non avrebbe la possibilità di influenzare i cambiamenti. Se, per esempio, in una votazione popolare si boccerebbero delle innovazioni, l'UE potrebbe disdire l'intero contratto. In tal caso la Svizzera dovrebbe ricostituire integralmente la protezione delle sue frontiere come pure i corrispondenti campi della polizia e della giustizia.

...continua