Libera circolazione della persone (25 settembre 2005)

Nessuna prosperità economica a scapito della sovranità

Gli accordi sull'estensione illimitata della libera circolazione ad est in votazione il 25 settembre devono essere visti in un contesto più ampio. I contratti si orientano ad un'architettura economica globale e possiedono carattere di rivoluzione culturale, nel senso che rappresentano una nuova tappa verso l'economizzazione di ogni settore della società. Come esempio siano citati i contratti internazionali GATS, firmati anche dalla Svizzera, che prevedono la liberalizzazione progressiva di tutti i servizi pubblici. Ne fanno parte la scuola, il sistema sanitario, la posta, il traffico, le comunicazioni, la formazione, compreso l'approvvigionamento di base che pure sarà aperto al libero mercato.

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Ancora meno posti di apprendistato

Con l'estensione della libera circolazione delle persone, in votazione popolare il 25 settembre, le piccole e medie imprese e l'industria non solo dovranno ridurre il livello dei salari, diminuendo così anche le entrate delle assicurazioni sociali, ma saranno anche meno propensi ad offrire posti di apprendistato ai nostri giovani. Per molti imprenditori l'apertura verso Est rappresenterà un'occasione per assumere operai qualificati a buon mercato provenienti dai nuovi paesi membri dell'UE, dove i salari sono da cinque a dieci volte inferiori a quelli svizzeri. Si possono facilmente immaginare le conseguenze per il mercato del lavoro:

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Argomenti che non convincono

Con una propaganda a suon di milioni il Consiglio federale e ambienti economici vogliono far credere che l'estensione della libera circolazione delle persone non avrà impatti negativi per la Svizzera. Già nel 1992 i fautori dell'adesione allo SEE, bocciata alle urne, pronosticarono lo scadimento della Svizzera a livelli da terzo mondo. Oggi le MPI producono l'80% del PIL e le multinazionali guadagnano miliardi. Nel 2000 i fautori degli accordi bilaterali assicuravano 650'000 transiti di Tir da 40 t all'anno attraverso il Gottardo, oggi siamo a 1,2 milioni.

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Non lasciamoci intimorire

Come cittadino svizzero sono fiero di vivere in uno Stato con un modello democratico che si può definire una rarità mondiale, dove i cittadini possono contestare ogni legge varata dal parlamento grazie al diritto di referendum e proporre loro stessi nuove leggi grazie al diritto d'iniziativa. Purtroppo oggi l'atteggiamento servile del nostro governo nei confronti del colosso Unione Europea, modello antidemocratico per eccellenza, è vergognoso.

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Crescita economica
al prezzo dello smantellamento sociale?

No all'emigrazione forzata
per aumentare i guadagni
dei complessi economici multinazionali!

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Smantellamento delle opere sociali

La previdenza sociale nel nostro paese è fra le più invidiate del mondo. La Svizzera ha saputo costruirsi nel dopoguerra un solido sistema di previdenza che funziona bene e garantisce la sicurezza sociale a tutta la popolazione.

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Forma moderna di schiavitù?

La liberalizzazione dei mercati su scala mondiale ha conseguenze deleterie per i lavoratori. La concorrenza spietata che ne deriva esercita un’enorme pressione sui prodotti e di conseguenza sui salari dei lavoratori. Per questa politica neoliberale dove conta solo il profitto il lavoratore non è considerato altro che un oggetto da inserire là dove il mercato lo richiede o come un costo da ridurre al minimo. Soprattutto i grandi complessi multinazionali che non sono legati né al territorio dove sono insediati, né alla popolazione, non si sentono responsabili delle condizioni sociali dei lavoratori. Quest’ultimi sono in loro balia, costretti ad accettare le condizioni di lavoro che vengono loro imposte.

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