Argomenti che non convincono
Con una propaganda a suon di milioni il Consiglio federale e ambienti economici vogliono far credere che l’estensione della libera circolazione delle persone non avrà impatti negativi per la Svizzera. Già nel 1992 i fautori dell’adesione allo SEE, bocciata alle urne, pronosticarono lo scadimento della Svizzera a livelli da terzo mondo. Oggi le MPI producono l’80% del PIL e le multinazionali guadagnano miliardi. Nel 2000 i fautori degli accordi bilaterali assicuravano 650'000 transiti di Tir da 40 t all’anno attraverso il Gottardo, oggi siamo a 1,2 milioni. Dubito che oggi i fautori dell’allargamento sappiano valutarne le conseguenze: se ogni cittadino dell’UE ha il diritto di immigrare, le nostre autorità non potranno più influenzare il numero di persone che entrano per lavorare. Un’immigrazione illimitata porta sempre al livellamento verso il basso dei salari e del benessere del paese con il livello di vita più alto. È per questo che USA, Canadà, Nuova Zelanda, Australia, Giappone hanno leggi di immigrazione molto rigorose. I fautori sottolineano l’importanza dei mercati dell’Est, ma questi dal maggio 2004 sono aperti e la Svizzera può commerciare con ognuno di loro. Le misure accompagnatorie, tanto elogiate dai sindacati, verranno eluse con falsi indipendenti, distaccati, o semplicemente licenziando lavoratori anziani cari per impiegare giovani dell’Est a basso costo. Le regole per assumere la mano d’opera straniera necessaria alla nostra economia vogliamo stabilirle noi, senza firmare un accordo che ci fa perdere l’autonomia. Gli argomenti dei fautori non convincono, anzi evidenziano come l’obiettivo principale non è il benessere della cittadinanza, bensì legarsi sempre di più al colosso antidemocratico UE. Perciò il 25 settembre voterò NO.
Gabi Dischner, Locarno