Ancora meno posti di apprendistato

 

Con l’estensione della libera circolazione delle persone, in votazione popolare il 25 settembre, le piccole e medie imprese e l’industria non solo dovranno ridurre il livello dei salari, diminuendo così anche le entrate delle assicurazioni sociali, ma saranno anche meno propensi ad offrire posti di apprendistato ai nostri giovani.  Per molti imprenditori l’apertura verso Est rappresenterà un’occasione per assumere operai qualificati a buon mercato provenienti dai nuovi paesi membri dell’UE, dove i salari sono da cinque a dieci volte inferiori a quelli svizzeri. Si possono facilmente immaginare le conseguenze per il mercato del lavoro: per tener testa alla concorrenza ogni azienda dovrà cercare di ridurre a sua volta i costi creando un circolo vizioso che spinge i salari verso il basso. Intrappolati in questa spirale molti datori di lavoro saranno obbligati a risparmiare anche nel campo della formazione degli apprendisti. La situazione per i nostri giovani in cerca di un posto d’apprendistato, oggi già precaria, subirebbe così un ulteriore peggioramento. Non solo la scelta del mestiere risulterebbe più difficile, ma ne soffrirebbe anche lo sviluppo della personalità. E anche le conseguenze per la nostra società non sono da sottovalutare, poiché se oggi non formiamo i nostri giovani, domani ci mancheranno operai qualificati indigeni. Chi vuole mantenere un minimo di prospettive per il futuro dei nostri giovani, il 25 settembre farà bene a bocciare la libera circolazione delle persone.

Gabi Dischner Locarno