Movimento d'indipendenza (www.gedankenfreiheit.ch)

In occasione della sua seduta del 15 ottobre 2005 il Movimento d’indipendenza ha deciso di dedicarsi ad un ciclo intitolato «Ricostruiamo la Svizzera». Per la realizzazione di questo progetto sono stati costituiti dei gruppi di lavoro, uno dei quali si occupa del destino dei nostri comuni (tenendo conto della politica regionale). Come si può costatare, da un po’ di tempo in poi in tutti i Cantoni sono in corso cambiamenti in seno alla struttura territoriale. Pure vengono stabiliti obiettivi di sviluppo regionale, ad esempio si vuole definire chi debba essere incorporato all’agglomerazione e chi alla periferia. Sempre di più si sta sviluppando una gerarchia tra città e regioni.
Nella sua seduta del 18. Marzo 2006 il Movimento d'indipendenza ha adottato la seguente risoluzione:

 

Risoluzione adottata dall’assemblea pubblica del Movimento d’indipendenza del 18 marzo 2006 a Zurigo

 

 

Con l’aiuto di affermazioni inesatte e senza dichiarare i veri obiettivi sottintesi (cioè la cosiddetta provocazione di un’adesione all’UE) il Consiglio federale ed il parlamento hanno creato negli ultimi anni degli strumenti che provocano o rendono possibili profondi cambiamenti in seno al sistema comunitario svizzero. Tra questi citiamo per esempio la nuova perequazione finanziaria, la nuova politica delle agglomerazioni, la nuova politica regionale, la riforma del federalismo, la  creazione di corporazioni e conferenze come ad esempio quella tripartita delle agglomerazioni, la conferenza dei governi cantonali o dei direttori dei dipartimenti dell’educazione pubblica e perfino di conferenze con partecipanti ignoti al pubblico, il tutto allo scopo di infiltrare le strutture democratiche esistenti. Le intenzioni che si nascondono dietro questi nuovi strumenti sono l’indebolimento dell’autonomia dei Comuni, una vasta concentrazione delle decisioni, il predominio di interessi economici globali come pure una sorprendente delegazione di competenze al potere esecutivo, a scapito della sovranità del popolo.

 

Questi cambiamenti in seno al sistema che regola il funzionamento democratico della comunità colpiscono ed indeboliscono l’elemento principale che rende viva la democrazia stessa.

 

Tenendo conto del fatto che:

 

-         la vera democrazia diretta può esistere e svilupparsi solo sulla base di un’ampia libertà dei Cantoni e dei Comuni,

 

-         dalla preoccupazione per il bene comune e dalla volontà di risolvere i compiti in comunità nascono il senso di appartenenza, la fiducia, il senso di responsabilità e la cooperazione pacifica,

 

-         uno Stato federale amministrato in modo autonomo e basato sul principio cooperativistico è la base ideale sulla quale i cittadini possono sviluppare nel migliore dei modi la propria personalità,

 

-         i compiti pubblici siano assegnati anche in futuro secondo il principio della sussidiarietà,

 

chiediamo al Consiglio federale, al Parlamento e alle autorità:

 

-         di proteggere i pilastri portanti del sistema comunitario svizzero,

 

-         di tener conto degli aspetti fondamentali della democrazia diretta,

 

-         di anteporre il valore della libertà e dell’amministrazione autonoma alla corsa al guadagno pecuniario,

 

-         di attenersi strettamente alla Costituzione federale nelle proprie attività e di non minare la stessa con decreti dei quali i cittadini non possono valutare tutte le conseguenze.