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Nel corso di una «Landsgemeinde» a Lyss è stata lanciata oggi dall’associazione «cittadini per i cittadini» l’iniziativa federale «Sovranità del popolo senza propaganda di governo». L’obiettivo principale dell’iniziativa è di garantire la libera formazione delle opinioni in occasione di votazioni popolari. Alla manifestazione hanno partecipato più di 400 cittadine e cittadini provenienti da tutte le regioni del paese.
Alle parole di saluto in svizzero-tedesco di Christian Schmid ed in romancio di Anna Maria Balastèr, è seguita una ricca sequenza di brevi interventi.
Nella prima parte il rapporto «Impegno del Consiglio federale e dell’Amministrazione federale alla vigiglia delle votazioni federali» è stato sottoposto ad un giudizio critico da tre rappresentanti delle rispettive regioni linguistiche Josephine Andermatt di Zurigo, Dylan Karlen di Noville e Umberto Marra di Lugano. Il Consiglio federale afferma infatti che la nostra società sia diventata molto complessa, perciò dal popolo non si può pretendere troppo e l’autorità deve impegnarsi a informarlo in «modo giusto». È naturale che il cittadino debba sapere cosa progetta il Consiglio federale; il dovere d’informare sulle sue attività è persino sancito dalla legge e dalla Costituzione. Ciò però non gli dà via libera per imporre la sua opinione. Negli ultimi dieci anni infatti la pratica d’influenzamento della formazione delle opinioni da parte del Consiglio federale è diventata sempre più sfrontata e desta grande preoccupazione. Gli esempi non mancano: nel 2002, la campagna per la legge sul mercato dell’elettricità, o l’attuale massiccia propaganda del consigliere Schmid per la votazione popolare sull’esercito XXI dell’8 di maggio 2003.
La seconda parte degli interventi ha illustrato la grande importanza della libera formazione delle opinioni nella democrazia diretta svizzera. Il medico lucernese Peter Mattmann ha affermato a questo proposito: la democrazia diretta esiste solo con la libera formazione delle opinioni. Il toggenburghese Hansruedi Künzli ha messo l’accento sull’importanza della partecipazione attiva in cooperative per lo sviluppo di una Svizzera libera. La giovane ticinese Uta Lehner ha sottolineato, sulla base dell’informazione ufficiale per le votazioni, le conseguenze negative sulla coesione federalistica così importante per il nostro paese e il Consigliere federale argoviese Luzi Stamm ha parlato delle sue esperienze disillusionate come deputato in parlamento.
Nella terza ed ultima parte della manifestazione il presidente dell’associazione «cittadini per i cittadini» Markus Erb e Pierre-Alain Karlen, quale suo rappresentante nella Svizzera francese, hanno spiegato come mai l’iniziativa popolare federale «Sovranità del popolo senza propaganda di governo» garantisce la libera formazione delle opinioni dei cittadini votanti come pure condizioni corrette in caso di votazioni. Hanno inoltre sottolineato come con l’iniziativa si vuole dimostrare al Consiglio federale che dei cittadini indipendenti non abbisognano né di propaganda federale, né di «informazione» statale e hanno ricordato al Consiglio federale, che egli è un’autorità collegiale in una democrazia diretta e non un’autorità presidenziale che dirige il suo popolo. I due relatori hanno inoltre sostenuto che l’iniziativa popolare federale «Sovranità del popolo senza propaganda di governo» impedirà in futuro al Consiglio federale di seminare discordia con prese di posizione unilaterali sia tra diversi gruppi di popolazione sia tra diverse regioni del paese. Inoltre, impedendo una propaganda statale illegale, si risparmieranno milioni di franchi pagati dai contribuenti. L’iniziativa chiarisce di nuovo il fatto che nella democrazia diretta svizzera è il popolo ad avere l’ultima parola.
La manifestazione si conclude con l’approvazione da parte delle cittadine e dei cittadini di una risoluzione con la quale il Consiglio federale è esortato a sospendere immediatamente la sua attività d’informazione e di propaganda anticostituzionale.
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