La vera informazione rafforza la democrazia, la propaganda la distrugge

 

Nella discussione sull’iniziativa popolare «Sovranità del popolo senza propaganda di governo» entra in considerazione una questione fondamentale della nostra democrazia diretta: si tratta di informazione o di propaganda? I contrari all’iniziativa estendono - senza tuttavia ammetterlo – il concetto di informazione e vi includono anche informazione unilaterale, cioè propaganda. Con questo artificio semantico affermano in seguito che il Consiglio federale non fa altro che informare. Con ciò si vuole destare l’impressione – manipolata – che l’iniziativa, firmata da 106'000 cittadine e cittadini, combatta un fantasma, ossia sollevi un problema che non esiste. Contrariamente a ciò che ci vuol far credere questa tattica d’annebbiamento, informazione e propaganda si possono distinguere molto chiaramente.

 

La propaganda rappresenta sempre «la verità» ed «il bene». Nell’Unione Sovietica il giornale più importante si chiamava «Prawda», la verità. Chi sostiene la propaganda è perciò una persona buona, chi la rifiuta un bugiardo che in uno Stato totalitario arrischia la vita. L’informazione vera mostra tutti i vantaggi e lascia alla cittadinanza votante libertà di scelta. Essa è aperta, trasparente, neutrale e imparziale. La propaganda invece persegue un obiettivo nascosto, camuffando la propria tattica operativa. Progetti di leggi sostenuti da propaganda hanno quasi solo vantaggi, progetti che sono da respingere hanno quasi solo svantaggi.

 

La pratica l'informazione e la propaganda della Berna federale è in contrasto con la Costituzione (art. 34) ed è illegale. È per questa ragione che i contrari all’iniziativa vogliono legalizzare lo status quo con un progetto di legge camuffato da «controprogetto indiretto», mettendo con ciò «la vera  museruola» al Consiglio federale che in futuro potrebbe rappresentare così solo la posizione della maggioranza del Consiglio Nazionale e degli Stati. Mentre nei media i contrari diffamano a gran voce l’iniziativa, chiamandola «iniziativa museruola», essi stessi, senza dare nell’occhio, condannano il Consiglio federale a far propaganda per il Parlamento. Ogni tipo di propaganda statale impedisce la formazione libera e democratica della volontà ed è lo strumento preferito di Stati totalitari. Perciò blocchiamo sul nascere questi sviluppi, finché siamo in tempo!

                                                                                             

Rico Calcagnini e Peter Aebersold

                                                                                             

Ass. Cittadini per i cittadini