Ciò che il presidente Couchepin non dice
Nella conferenza stampa del 10 marzo il presidente Couchepin invita gli elettori a respingere l’iniziativa «Sovranità del popolo senza propaganda di governo». La sua argomentazione si concentra sul bisogno e sulla pluralità dell’informazione per i cittadini. Fino a qui perfettamente d’accordo. Ciò che il nostro presidente non dice è che le autorità federali, dagli anni novanta in poi, intervengono con campagne propagandistiche sempre più massicce per influenzare votazioni popolari nel senso da loro voluto, confondendo persino una corretta informazione con una campagna di propaganda degna dei trucchi persuasivi più moderni. E ciò che più urta il senso civico sono gli ingenti mezzi sia finanziari che di personale impiegati dal Consiglio e dall’amministrazione federale a carico dei cittadini contribuenti, sia di quelli favorevoli che di quelli contrari ad un dato progetto di legge: nel 2004 l’amministrazione federale ha speso 144 milioni per incarichi di ordine politico assegnati ad agenzie esterne; inoltre uno staff di 500-600 impiegati federali, corrispondente a ca. 450 impieghi a tempo pieno, lavorano nel campo della cosiddetta informazione (costi: un’altra ottantina di milioni).
Il presidente Couchepin spiega inoltre quanto sia importante l’informazione per la democrazia, specialmente per quella diretta. D’accordo, ma egli non dice che il concetto fondamentale della democrazia è la separazione dei poteri. In Svizzera il parlamento legifera, il Consiglio federale, quale potere esecutivo, mette in atto le leggi varate dal parlamento e, grazie al diritto di referendum, confermate direttamente o indirettamente dai cittadini. Ciò significa che il ruolo del Consiglio federale è quello di servire la volontà del popolo sovrano. Non c’è, come in altre democrazie rappresentative, un governo che pilota il popolo, bensì è il popolo che indica al governo la direzione da seguire. Quindi, signor Couchepin, lei non deve né vincere né influenzare una votazione, impiegando i milioni del popolo. Siamo noi cittadini a decidere in modo indipendente. La nostra forma di Stato, basata sulla saggezza del popolo e su una chiara separazione dei poteri, ci ha portato benessere e ha favorito la convivenza pacifica di diverse culture. L’obiettivo che si propone l’iniziativa è appunto quello di assicurare anche in futuro la separazione dei poteri e di impedire ai Consiglieri federali di pilotarci, poiché questo dalla nostra Costituzione non è previsto.
L’iniziativa non impedisce alle autorità di esprimere la loro opinione e l’espressione «museruola», introdotta dai contrari e assunta da gran parte dei media, non è altro che un meschino tentativo di metterla in cattiva luce. I Consiglieri federali dispongono di largo spazio per motivare i progetti di legge sia durante i dibattiti in parlamento che tramite il libretto informativo, recapitato a tutti i fuochi, e un comunicato rivolto dal capo del rispettivo dipartimento ai cittadini.
Quindi, se vogliamo una Svizzera indipendente, dove è il popolo che dirige lo Stato, il 1o giugno 2008 votiamo sì all’iniziativa «Sovranità del popolo senza propaganda di governo».
Un sito internet dal titolo significativo è dedicato a questo argomento:
www.libera-opinione.ch, e l'associazione «Cittadini per i cittadini» CP 149 – 6965 Cadro è presente nella Svizzera italiana per informare sull'argomento.
Rico Calcagnini,
membro di «Cittadini per i cittadini»